"Produciamo cereali e prodotti della molitura con circa 80 varietà di grani antichi seminati ogni anno, leguminose da granella e ortaggi coltivati in completa aridocoltura. Tra i prodotti d'eccellenza, la cipolla rossa sarda e la cicerchia sarda entrambe iscritte all'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali PAT"

L’Azienda agricola Sa Laurera nasce ufficialmente il 28 aprile 2013 dall’idea di Marianna Virdis (titolare) e Francesco Mascia con lo scopo di costruire una realtà rurale ecosostenibile portatrice dei valori tradizionali di conduzione agricola e cercando di riconnettere l’anello di conoscenze tra vecchie e nuove generazioni. Insieme a ciò il forte desiderio di mantenere una dimensione ecologicamente compatibile, a misura di uomo, natura e territorio.

A sostenere tutte le iniziative imprenditoriali dell’azienda vi è una formazione accademica e un quotidiano lavoro di ricerca e studio delle tradizioni e delle tecniche dell’agricoltura sarda. Per questo l’Azienda agricola Sa Laurera si è specializzata in agricoltura storica, mirando al recupero di varietà antiche e locali e metodi tradizionali di coltivazione e gestione del territorio.

Produciamo cereali e prodotti della molitura con circa 80 varietà di grani antichi seminati ogni anno, leguminose da granella (prodotti sfusi e confezionati) e ortaggi coltivati in completa aridocoltura. Tali principali filoni di produzione sono integrati dall’olivicoltura e mandorlicoltura, dalla coltivazione di aromatiche ed officinali. Le coltivazioni si sviluppano in orti ed appezzamenti diffusi nel territorio, ognuno caratterizzato da diverse specificità e vocazioni, spesso immersi in una matrice ad alta naturalità e circondati da siepi e corridoi ecologici mantenuti e – laddove mancanti – ricostituiti.

Tra i prodotti d’eccellenza, iscritti all’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali PAT: la Cipolla rossa sarda e la Cicerchia sarda (inchixa), quest’ultima vincitrice dell’Arca Deli Award 2016. L’azienda produce anche i PAT di Fasobeddu corantinu, Melone in asciutto e Tamatiga de appasibis.

La cipolla rossa sarda viene prodotta principalmente nella zona di produzione dell’Azienda agricola Sa Laurera – la Marmilla, un’area collinosa nella Sardegna centro/meridionale – e si presenta del tipico colore rosso/rosa, resistente al tempo e dal sapore dolcissimo, che deriva dalla sua bassa concentrazione d’acqua data dalla coltivazione in asciutto e in terreni adatti (e motivo per il quale il prodotto si conserva per tutto l’anno).

“Un aspetto tradizionale, ritenuto fondamentale dagli agricoltori, è rappresentato dall’inserimento della cipolla rossa in una rotazione quadriennale con fave, ceci e melone in asciutto.”

La cicerchia sarda, detta in sardo inchixa è anch’essa tipica del territorio della Marmilla, l’unica zona dell’isola dove la sua coltivazione ha mantenuto una continuità e viene per questo riconosciuta come prodotto tipico locale. Si tratta di una leguminosa da granella secca coltivata nell’isola con numerose linee di selezione, molte oggi estinte o utilizzate solo per il consumo familiare. I semi sono angolosi e cuneiformi, appiattiti, con colorazioni che variano dal bianco sporco all’avorio, dal nocciola chiaro e sparsamente punteggiato di nero al marrone o rossastro.

“Il colore della cicerchia sarda non è mai perfettamente costante: una stessa popolazione, pur presentando
una certa costanza nella forma, dimensione e colore dei semi, presenta sempre una certa percentuale di
anomalie. La selezione di cicerchia sarda maggiormente ricordata dagli anziani di tutta l’isola ed ancora
presente negli orti domestici di tante famiglie sarde, presenta semi principalmente color avorio sparsamente punteggiati di nero o bruno scuro, soprattutto lungo gli angoli a formare un cercine scuro attorno al seme.”

L’Azienda agricola Sa Laurera è aperta per la vendita diretta il sabato mattina previo appuntamento, ed effettua la consegna gratuita dei prodotti nella città di Cagliari ed hinterland tutte le settimane nelle giornate di giovedì o venerdì. Si effettuano anche spedizioni, se richieste. Periodicamente prendiamo parte a convegni e manifestazioni di carattere culturale ed eno-gastronomico, e organizziamo eventi dedicati ai prodotti aziendali e tematiche relative al mondo rurale, spesso in collaborazione con altre figure professionali, enti ed associazioni.

La cicerchia è un Prodotto Agroalimentare Tradizionale PAT della Sardegna.

Si tratta di un prodotto recuperato da alcuni produttori negli ultimi anni che, come in antichità, è lavorato e prodotto quasi unicamente nel territorio della Marmilla e zone limitrofe.

COLTIVAZIONE

La cicerchia sarda è una coltura rustica e poco esigente, che per la sua grande adattabilità a vegetare e produrre in terreni poveri e marginali è stata mantenuta come “alimento salvavita” fino a non troppi decenni orsono. Il legume si può quindi seminare su suoli superficiali e scarsamente fertili, con alta pietrosità. Tuttavia le rese (numero di baccelli per pianta e dimensioni dei semi) aumentano se è coltivato in terreni dalle prestazioni migliori.

Il ciclo colturale inizia in Novembre con la semina in pieno campo e, a seconda dell’andamento delle condizioni climatiche, può protrarsi sino al mese di Gennaio. Raramente (in annate molto fredde e piovose) a Marzo. Le semine più tardive, oggi utilizzate per molte leguminose da parte delle aziende fortemente meccanizzate e dotate di irrigazione artificiale, sono da
evitare per non ridurre eccessivamente il tempo che la pianta ha a disposizione per crescere, e per limitare le infestazioni di parassiti.

Tradizionalmente vengono seminati 3-4 semi in postarelle distanti 15-25 cm (a paloni), o in file continue (a codroni) con distanze di 10 cm sulla fila e 40 cm tra una fila e l’altra. Tra Gennaio ed Aprile sono previsti 2-4 interventi di rincalzatura, sarchiatura e scerbatura, generalmente manuali o in parte assistiti dalla piccola meccanizzazione. La raccolta manuale avviene quando le piante sono in fase di senescenza ma non ancora completamente disseccate (melòngia), e consiste nell’estirpatura dell’intera pianta e nella realizzazione di covoni di forma più o meno cilindrica, che verranno lasciati sul campo o in altro sito per terminare l’essicazione e procedere con la trebbiatura.

La trebbiatura della cicerchia sarda può avvenire manualmente in aia oppure tramite macchinari atti alla trebbiatura, adeguatamente tarati per evitare danneggiamenti di parte della produzione. Seguono le fasi della vagliatura (manuale per piccole quantità, necessariamente meccanica per quantitativi maggiori) e della sterilizzazione, quest’ultima obbligatoria vista la percentuale generalmente alta di semi guastati dai parassiti (coleotteri Bruchidae). Questa, se il legume è finalizzato all’uso familiare, può avvenire tramite immersione rapida in acqua bollente e rapidissima asciugatura (scotiadura), oppure passaggio in forno per pochi minuti. Per la vendita del prodotto è invece sempre opportuno fare riferimento ad un laboratorio di trasformazione che utilizzi appositi macchinari di sterilizzazione termica. Segue un’ultima fase di cernita, generalmente manuale.

STORIA E TERRITORIO

La cicerchia sarda è un legume storicamente coltivato in buona parte della Sardegna, ma oggi scomparso quasi ovunque perché abbandonato o soppiantato da varietà di cicerchia provenienti da altre regioni (generalmente dal centro-sud Italia), introdotte relativamente di recente.

Oggi la cicerchia sarda risulta relegata a piccoli impianti produttivi in Marmilla, dove rappresenta un legume della tradizione, ricordato praticamente da tutti ed in particolar modo dagli anziani. A tutti gli effetti la Marmilla e gli altri territori confinanti dove la varietà è presente in soli impianti familiari ed hobbistici (in particolare Linas, Monreale e Trexenta) rappresentano gli unici distretti dove la coltura, anche sviluppata per scopi economici, ha mantenuto una continuità nel tempo. Con le varietà commerciali di cicerchia, coltivata in impianti estesi anche alcuni ettari, le regole produttive sono state in parte o del tutto abbandonate a favore dell’alta meccanizzazione e dell’uso di sostanze chimiche di sintesi (es. diserbanti in luogo delle operazioni di scerbatura).

I produttori di cicerchia sarda continuano ad operare secondo la tradizione, soprattutto negli impianti di minori dimensioni.

Tra i produttori che si sono impegnati nel recupero di questo legume l’Azienda Agricola Sa Laurera che è parte della rete QualityFind.

Ed è proprio per la produzione di cicerchia che l’Azienda Agricola Sa Laurera di Villanovaforru si è aggiudicata il Arca Deli 2016 per il recupero e la messa in produzione della varietà locale di cicerchia Lathyrus sativus “Inchixa. Unica azienda italiana ad aver vinto nel 2016 e primo legume sardo ad aver ricevuto un riconoscimento internazionale.


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