"arrúbiu" (orrúbiu, rúbiu): genia de colore, su de su sàmbene, de su fogu, prus o prus pagu cotu o càrrigu; "rosso": “tipo di colore orecchino, del sangue, del fuoco, più o meno acceso, o forte;

Mandorla Arrubia | Prodotto Agroalimentare Tradizionale PAT

La Mandorla arrúbia è una varietà di mandorla riconosciuta Prodotto Agroalimentare Tradizionale PAT della Sardegna.

Si tratta di un prodotto molto antico, coltivato su tutto il territorio regionale della Sardegna e, specialmente nel passato, ha costituito un’importante fonte di reddito per molti agricoltori. Le prime coltivazioni specializzate, incoraggiate dal Ministero dell’Agricoltura, risalgono ai primi del ‘900, soprattutto nel retroterra di Cagliari e nell’agro di Sanluri. Ai primi del secolo il mandorlo era il fruttifero più coltivato, con 6000 ettari in colture specializzate e 5000 ettari in coltura promiscua. A partire dagli anni ’50 è cominciato il declino di questa coltura in Sardegna. Attualmente è presente con 2500 ettari di colture specializzate e 7000 ettari di colture promiscue.

La Sardegna è la terza produttrice di mandorle, dopo la Sicilia e la Puglia.

La mandorla arrúbia è una varietà che proviene da alberi vigorosi con rami di 1-2 anni molto robusti, foglie grandi di forma ellittico-allungata o lanceolata e fiori altrettando importanti (diametro medio mm 38); i petali sono bianchi, con unghia rossastra. Il mallo, lo strato più esterno che protegge il guscio e la mandorle all’interno, è quasi completamente soffuso di rosso e si distacca con facilità.

Le mandorle in guscio sono lunghe in media 39 mm, larghe 28 mm e spesse 18 mm, pesano circa 7 gr ciascuna.
I semi sono dolci, di forma ellissoidale allungata. Cento semi pesano circa gr 150.

La fioritura della mandorla arrúbia è intermedia rispetto a quella delle altre cultivar. L’arrúbia è apprezzata dagli agricoltori per la sua produttività, per la costanza della fruttificazione, per la sua rusticità e per le caratteristiche organolettiche del prodotto (pezzatura; bassa percentuale di semi gemellari, pari a circa il 5%; rispondenza alle esigenze dell’industria della
confetteria). La resa è in media del 26%.

La mandorla arrúbia può essere consumate direttamente, tostata o cruda e costituisce spesso l’ingrediente di base dei dolci tipici sardi, trovando impiego principalmente nel comparto dolciario tradizionale della Sardegna: per torrone, amaretti, gueffus, candelaus,ecc…  .

Oggi, purtroppo, si tende sempre più ad utilizzare mandorle importate dall’estero perché risultano economicamente più convenienti; tuttavia, questa utilizzazione comporta un abbassamento di qualità in termini di gusto e di durata dei dolci a base di mandorle. Le varietà sarde hanno un minor contenuto di acqua ed un maggior contenuto di olio – i semi contengono olii, in percentuale variabile dal 38 al 58%.

Occorre pertanto impegnarsi per assicurare al comparto dolciario la regolare fornitura di prodotto locale, indispensabile per il mantenimento della tipicità di buona parte del comparto dolciario tipico della Sardegna.

Tra i produttori della varietà Mandorla arrúbia la Società agricola Vinci con la linea “Mandorle di Sardegna” che è parte della rete QualityFind e si trova nel territorio del Comune di Tuili.

Foto di S'Offelleria Vallermosa di Luca Zorco, Jessica Cani (www.sardegnaquantobasta.com)

Foto di shmag.it

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