Il termine Inchixa fa riferimento a uno dei modi usati nella lingua sarda per chiamare la Cicerchia, un legume tipico del territorio della Marmilla, l’unica zona della Sardegna dove questa coltivazione ha mantenuto una continuità di produzione ed è per questo stata riconosciuta dal MIPAAF come Prodotto Agroalimentare Tradizionale e ha vinto il premio Arca Deli Award 2016.

Cicerchia – Inchixa | Prodotto Agroalimentare Tradizionale PAT

La cicerchia è un Prodotto Agroalimentare Tradizionale PAT della Sardegna.

Si tratta di un prodotto recuperato da alcuni produttori negli ultimi anni che, come in antichità, è lavorato e prodotto quasi unicamente nel territorio della Marmilla e zone limitrofe.

COLTIVAZIONE

La cicerchia sarda è una coltura rustica e poco esigente, che per la sua grande adattabilità a vegetare e produrre in terreni poveri e marginali è stata mantenuta come “alimento salvavita” fino a non troppi decenni orsono. Il legume si può quindi seminare su suoli superficiali e scarsamente fertili, con alta pietrosità. Tuttavia le rese (numero di baccelli per pianta e dimensioni dei semi) aumentano se è coltivato in terreni dalle prestazioni migliori.

Il ciclo colturale inizia in Novembre con la semina in pieno campo e, a seconda dell’andamento delle condizioni climatiche, può protrarsi sino al mese di Gennaio. Raramente (in annate molto fredde e piovose) a Marzo. Le semine più tardive, oggi utilizzate per molte leguminose da parte delle aziende fortemente meccanizzate e dotate di irrigazione artificiale, sono da
evitare per non ridurre eccessivamente il tempo che la pianta ha a disposizione per crescere, e per limitare le infestazioni di parassiti.

Tradizionalmente vengono seminati 3-4 semi in postarelle distanti 15-25 cm (a paloni), o in file continue (a codroni) con distanze di 10 cm sulla fila e 40 cm tra una fila e l’altra. Tra Gennaio ed Aprile sono previsti 2-4 interventi di rincalzatura, sarchiatura e scerbatura, generalmente manuali o in parte assistiti dalla piccola meccanizzazione. La raccolta manuale avviene quando le piante sono in fase di senescenza ma non ancora completamente disseccate (melòngia), e consiste nell’estirpatura dell’intera pianta e nella realizzazione di covoni di forma più o meno cilindrica, che verranno lasciati sul campo o in altro sito per terminare l’essicazione e procedere con la trebbiatura.

La trebbiatura della cicerchia sarda può avvenire manualmente in aia oppure tramite macchinari atti alla trebbiatura, adeguatamente tarati per evitare danneggiamenti di parte della produzione. Seguono le fasi della vagliatura (manuale per piccole quantità, necessariamente meccanica per quantitativi maggiori) e della sterilizzazione, quest’ultima obbligatoria vista la percentuale generalmente alta di semi guastati dai parassiti (coleotteri Bruchidae). Questa, se il legume è finalizzato all’uso familiare, può avvenire tramite immersione rapida in acqua bollente e rapidissima asciugatura (scotiadura), oppure passaggio in forno per pochi minuti. Per la vendita del prodotto è invece sempre opportuno fare riferimento ad un laboratorio di trasformazione che utilizzi appositi macchinari di sterilizzazione termica. Segue un’ultima fase di cernita, generalmente manuale.

STORIA E TERRITORIO

La cicerchia sarda è un legume storicamente coltivato in buona parte della Sardegna, ma oggi scomparso quasi ovunque perché abbandonato o soppiantato da varietà di cicerchia provenienti da altre regioni (generalmente dal centro-sud Italia), introdotte relativamente di recente.

Oggi la cicerchia sarda risulta relegata a piccoli impianti produttivi in Marmilla, dove rappresenta un legume della tradizione, ricordato praticamente da tutti ed in particolar modo dagli anziani. A tutti gli effetti la Marmilla e gli altri territori confinanti dove la varietà è presente in soli impianti familiari ed hobbistici (in particolare Linas, Monreale e Trexenta) rappresentano gli unici distretti dove la coltura, anche sviluppata per scopi economici, ha mantenuto una continuità nel tempo. Con le varietà commerciali di cicerchia, coltivata in impianti estesi anche alcuni ettari, le regole produttive sono state in parte o del tutto abbandonate a favore dell’alta meccanizzazione e dell’uso di sostanze chimiche di sintesi (es. diserbanti in luogo delle operazioni di scerbatura).

I produttori di cicerchia sarda continuano ad operare secondo la tradizione, soprattutto negli impianti di minori dimensioni.

Tra i produttori che si sono impegnati nel recupero di questo legume l’Azienda Agricola Sa Laurera che è parte della rete QualityFind.

Ed è proprio per la produzione di cicerchia che l’Azienda Agricola Sa Laurera di Villanovaforru si è aggiudicata il Arca Deli 2016 per il recupero e la messa in produzione della varietà locale di cicerchia Lathyrus sativus “Inchixa. Unica azienda italiana ad aver vinto nel 2016 e primo legume sardo ad aver ricevuto un riconoscimento internazionale.

Foto di Azienda agricola Sa Laurera

Foto di shmag.it

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